domenica, luglio 30, 2006

Aspettative e contesti...cut'em out!

Ci sono giorni di limbo. Ad esempio quelli estivi, in cui non sai che ne sarà delle tue vacanze, se ne sarà qualcosa. Una sera di uno di questi giorni esci con l'idea di una birra e quattro chiacchire col tuo amico A.
Una volta in giro, il panorama di questa città subalpina è desolante: locali semi deserti, qualche famiglia in uscita gelatino (madre davanti, padre al seguito con un figlio urlante sottobraccio, l'altra piangente sulle spalle, un M-16 ad acqua in una mano e Barbie Billionaire nell'altra), qualche maglietta rosa con un big jim abbronzato dentro e poco altro.
Locale, birra.
Io "Madonna che tristezza"
A "Suicidiamoci"
Birra.
Io "Inizio a non sopportare più questo contesto"
A "Suicidiamoci"
Birra.
Io "La nostra sfiga è di avere delle aspettative"
A "Suicidiamoci...o andiamo via."
Io "Dove?"
A "Torino?"
Io "Torino."
A "Chicobum?"
Io "Non è un pò da tamarro medio?
A "Guardati intorno."
Io "Chicobum".
Macchina.
Momento "Silvia rimembri ancor", retrospettiva sulle cazzate liceali dei bei tempi, ricordi di persone mai più viste, risate a manetta.
Chicobum.
A "Avevi ragione, guarda sti tamarri"
Io "Hey Mr Dj song pon de replaaaaay, hey mr Dj won't you tu...eh? Che hai detto?"
E finisce così, a ballare r&b per una volta senza vergogna, fermandosi ogni tanto perchè "Guarda quella! No! L'altra, quella vicino! Visto che gnocca?"
Pista rock.
Incontri altri amici. E ti ritrovi nel giro di mezz'ora in ginocchio a centro pista a urlare "DU... DU HAST". Poi ti chiedi perchè quella carina che ballava con te inizia a guardarti male...e non lo capisci.
Torni a casa spaccato, con l'acconto del mal di testa di domani ma con un sorriso stampato in faccia, mezzo da divertimento mezzo da shock anafilattico da salatino fluorescente.
Sull'autostrada deserta in piena notte, pensi che in fondo le serate migliori sono quelle improvvisate, quelle che ti capitano ogni tanto, come le carte giuste in una mano di poker, quelle passate senza pensare troppo ai contesti o alle aspettative, ma facendo quello che ti riesce meglio da sempre: il coglione totale.

giovedì, luglio 27, 2006

Lapidi verbali

Io (leggendo un giornale tipo "Bella d'estate") "Avete letto? Hanno ricorverato Briatore"
Mio padre "Per cosa?"
Io (bello d'estate) "Calcoli"
Mio nonno (classe 1918) "Calcoli o no, il risultato è che gira sempre con certi pezzi di gnocca!"
Fine della discussione. Lui è bello sempre.

martedì, luglio 25, 2006

L'Italia che lavora

Costume con le palme? C'è.
Pianella "lungo mare"? C'è.
Asciugamano "Ac Milan"? C'è.
Vestiario da truzzo assortito? C'è.
Maglietta degli Slayer (che non si sa mai)? C'è.
Occhiale tamarria? C'è.
Valigia di dischi? C'è.
I-pod con roba da spiaggia? C'è.
Perchè la spiaggia necessita di roba da spiaggia nell'i-pod. Non è che armato di pianella lungo mare e maglietta dell'Italia vai a rattusare ascoltando "The olden domain"; servono canzoni tipo "Fire it up let the engines roooooll" che ti contestualizzano anche l'eventuale mood-distruzione per l'eventuale serata distruttiva.
Da qui un'attenta perlustrazione dell'hard disk per scegliere qualche disco anche NON dei Motley Crue. Poi ti viene in mente che tanto il pc devi portartelo (tesi di merda) e allora parte un liberatorio "Sticazzi" che è anche un pò la summa del dettagliato prgramma vacanziero che hai tentato di fare al telefono con l'amico tuo solito...dico tentato perchè alla fine delle due ore di telefonata hai parlato di tutto, dalla bioetica al nuovo di Jenna Jameson passando per il caso Cassano, tranne che di quello che si dovrebbe o vorrebbe fare in vacanza.
Niente da fare, si improvvisa...jazzisti within!
E mentre reifletti su tutto questo inizi a canticchiarti, come fai ogni anno di sti tempi, l'immortale sigla di baywatch. Quando arrivi a "Iiiiii'll be theeerreeee" ti viene in mente il tuo amico D. che non si è mai laureato perchè le bagnine "Corrono ragà, CORRONO!"
Io mi ricordo più vividamente l'odio totale e totalmente immotivato ( ma non x questo meno genuino) per Hobie, quel bambino sapientino insopportabile nano bastardo che era il figlio di Mitch.
con questa botta di revival chiudi la valigia e ti accorgi che manca ancora un dettaglio: "Quando cazzo parto?"

domenica, luglio 23, 2006

Daje Michael


"Enni ar iu occhei
ar iu occhei enni
iuv bin it bai
iuv bin strac bai e smut criminal"

Tipo dieci volte al giorno. Dà dipendenza.

Decimo girone

All’inferno di Dante io aggiungerei un altro girone: il pronto soccorso.
Ieri ci ho passato la giornata.
Causa: calcio di rigore involontario a piede nudo contro lo stipite della porta. Rumore sordo del dito, metatarso nel sette: metto in dubbio la reputazione morale della madonna, poi mi accascio al suolo.
Arrivo al pronto soccorso in tarda mattinata e all’interrogatorio dell’accettazione scopro che i miei dati domiciliari in loro possesso risalivano alla casa in cui ho abitato da 0 a 4 anni.
Vengo classificato come caso di gravità “pallino grigio”, che in gergo medico vuol dire: “Non ti passa per un cazzo”. Per la cronaca, le unghie incarnite hanno la precedenza sulle probabili fratture.
Mi siedo, libro di linguistica alla mano, e aspetto.
Nelle 2 ore DUE di coda in attesa della prima visita mi passano davanti:
1- Coppia di anziani, lui braccio e piede destri rotti, ma che non manca di far notare alla moglie che se in sala visite ci fosse stata qualche bella infermiera lui le avrebbe fatto vedere che qualcosa ancora se la ricordava. Due shampi cumulativi.
2- Tossico EVIDENTE con ferita alle palpebre: “sono rimasto appeso al fil di ferro che pendeva”..nessuno dei presenti osa chiedere ulteriori delucidazioni. Lui intanto cerca consensi con un’arringa sulla lentezza del sistema sanitario. Io faccio per abbozzare e abbasso lo sguardo sul libro: ONNIPOTENZA SEMANTICA E RIFLESSIVITA’…Lo rialzo immediatamente: “Come dicevi?”
3- Donna in sedia a rotelle in lacrime, spinta dalla paramedica più carina del mondo. Diagnosi: marito/fidanzato figlio di puttana che l’ha riempita di botte. Nulla da dire sul fatto, peccato solo che si sia sentita in vena di confidenze; dopo un quarto d’ora sapevo anche il numero di scarpe dei suoi figli. Però che paramedica!!
4- Donna con probabile colica. Esce dalla sala visite con flebo al braccio e si siede vicino a me. Io alla vista della flebo annaspo in preda a un calo di pressione, cerco di non vomitare e mi ricompongo. Confidenze 2: è strano che però la colica le prenda l’ovaia, anche perché questo mese il ciclo era abbondante..ma magari con la dissenteria di ieri…in questi casi ti salva il mantra: oceano blu calmo oceano blu calmo…
Con un pianto liberatorio accolgo l’arrivo del mio turno; durata della visita tre millisecondi, poi vengo spedito in radiologia. Nelle miniere di Moria di radiologia. Scendo nei sotterranei e mi accorgo subito di essermi perso, verrò salvato da un commando di S.A.S. in missione da quelle parti. Una volta giunto al reparto posso affermare con moderata certezza che l’Area 51 ha meno corridoi.
In loco trovo:
1- arzilla vecchina ancora in botta mondiale che filosofeggiava circa la lotteria dei rigori: “Se sbagliavmo noi, vincevano loro”. E’ inutile, con l’età si diventa saggi.
2- Il fondo della categoria umana. Il briatorino. L’esemplare in questione era un padre sui 50 abbondanti, brizzolatura d’ordinanza, fattore melaninico abbronzante “total armageddon”, scarpette verdi “Puma jamaica”, polo catarifrangente. Era accompagnato da figlia sui 20, probabilmente la sorella minore della paramedica, che si lamentava perché NESSUNO dei suoi cellulari stava in NESSUNA delle sue borse e che quindi era costretta a comprarne uno nuovo. E io che mi lamentavo della frattura…
Dopo un’altra ora di attesa in cui ho cominciato a considerare sotto altra luce l’arringa del tossico e a fugare i dubbi residui sull’ormai compromessa moralità della madonna, vengo chiamato alla sala torture. Anche qui, tre/cinque millisecondi di radiografie…poi di nuovo su al pronto soccorso dove ritrovo tutti i miei amici di prima.
Consegno il referto e circa mezz’ora dopo esce il dottor Millisecondo di prima:
“Character?”
“Sono io”
“Non è rotto, vada a casa e stia a riposo”
Cazzo, proprio ora che cominciavo ad abituarmi…

mercoledì, luglio 19, 2006

Always been there...

E' inutile che ci si autoprenda per il culo: le cose sono cambiate. E sono giunte ad una normalità che non riesco a vedere come tale.
Ragà, dite quello che vi pare, ma il resto è contorno.

NP: The Provenance- "At arms lenght"

martedì, luglio 18, 2006

Thiiiis is an hatesooong

Odio, letteralmente odio, i negozi in cui sembra che servendoti ti facciano un favore.
Li odio perchè nel 2006 hanno la moquette verde.
Li odio perchè i proprietari sostengono che ci sia una procedura iso 9000 anche per infilarsi una giacca.
Li odio perchè all'interno l'atmosfera è del tipo "fuori i cani e chi non mette sei forchette a cranio a tavola".
Li odio perchè invece loro un cane dentro ce lo tengono. E si chiama MOZART.
Li odio perchè mi costringeranno a rispolverare con orgoglio la mia maglietta dei Black Label Society e girare per la strada con una birra e un rottweiler al guinzaglio. Di nome HOLOCAUST.
Ah, matrimoni di merda.

lunedì, luglio 17, 2006

Io e Ilaria

Trasloco.
Cambio numero.
"Mi trasferite l'adsl sul nuovo numero?" Ti piacerebbe.
Tele2 non ha visto niente.
Telecom non autorizza niente.
Passano tre mesi.
"Mi avete trasferito l'adsl sul nuovo nuovo numero?'"Ti sarebbe piaciuto.
Telecom si addolcisce, manda un tecnico.
Ilaria di tele2 è la mia nuova migliore amica. Passiamo ore al telefono.
Tele2 manda il kit installazione adsl nuovo. Non funziona.
Meno male che c'è Ilaria, così parliamo un altro pò. Anche secondo lei la mia ex era una cagacazzi.
Alla fine l'insight: tento la connessione remota:

Tele2 adsl è connesso

Peccato per Ilaria, mi stavo quasi innamorando.

domenica, luglio 16, 2006

Seven nations car

Amica mia: "Char, vieni a vedere gli Strokes stasera?"
Io: "Mah, non saprei..è che ieri ho fatto tardi, e poi gli Strokes mi fanno proprio cag..."
Amica mia:"Ok, allora vieni da noi che ceniamo insieme e poi andiamo al concerto"
Io "Ma veram..."
Amica mia: "Alle 8."
Io: "Ok, ciao"
Non credete che sia facile dire no. Soprattutto alle mie amiche, comandano loro.
Concerto degli Strokes: 20000 persone. Così tanta gente che non capisce niente di musica?
Un'ora e mezzo in cui avrei preferito farmi prendere a calci nelle palle da Roberto Carlos. In mezzo alla folla tanti incontri, Tizio, Caio, Sempronio, anche una a cui una volta, durante una festa, ho aperto la porta della casa nudo come un verme...non mi saluta più, strano. Momento topico (il che è tutto dire) : l'accenno di "Seven nations army" dei White Stripes..il nuovo inno nazionale.
Fine concerto, amico di Amica mia 2: "ma che ci fai qui? Non ti facevano cagare?"
Io "Infatti, e l'hanno fatto anche stasera. A spruzzo".
Macchina esaurita in ogni ordine di posti, bagarini che vendevano biglietti per il bagagliaio a prezzi da capogiro. SETTE occupanti con Amica mia 3 che aveva appena pestato una merda grande come una montagna. Attraversare tutta la città così è un'esperienza che vi consiglio.
Locale dove lavorava Amica mia 2...veniamo accolti da una doccia di seltz..se è il prezzo per bere gratis per il resto dell notte, direi che ci può stare.
Ultimo ricordo: Io e Amica mia 3 sull'autostrada che torniamo a casa verso le 5.30.
DRIIN DRIIN.
"Cazzo è?"..ah, un messaggio.
"Hai visto che gara in moto gp?"
"No,è già domani? "

venerdì, luglio 14, 2006

Non ti compro niente

Ricorrenza: mattinata libera
Location: mercato
Target: un paio di pantaloni corti
Almeno, l'idea era quella. Esci, vai al mercato e ti compri un paio di pantaloni corti. Facile.
Il problema è che ci vai con un amico. E torni con la maglietta dell'Italia e il nuovo di Andy McNab.

giovedì, luglio 13, 2006

Nightmares: matrimonio pt 1

Essere invitati ad un matrimonio è una cosa serissima. Il giorno più bello (almeno così dicono) della vita di qualcuno potrebbe essere la causa dell’arrivo di quelli più angoscianti della vostra.
Nel 90% dei casi, chi vi invita è un lontanissimo parente che non avete mai visto e che non rivedrete mai più, ragion per cui il 90% dei matrimoni può essere facilmente glissato. Quando il parente è invece stretto, ad esempio una cugina, ci si accorge di non avere scampo.
Punto 1, il vestito:
il problema più ovvio. Matrimonio di pomeriggio/sera, consigliabile vestito scuro. Data: pieno agosto.
I negozi in cui si comprano vestiti da matrimonio sono di quelli che in vetrina di solito hanno un paio di ciabatte illuminate da 10 faretti alogeni. La serpentina di guarnitura alla vetrina è fatta con gli zeri del prezzo. Bene.
Entri, vieni accolto dal padrone del negozio in persona:


“Buongiorno”
“Buongiorno, posso esserle utile?”
“Si, guardi, avrei bisogno di un vestito per un matrimonio ma non ho un’idea precisa”


Già ti odia. Ti fa segno di seguirlo nel reparto “Ora sono cazzi vostri” del negozio.
In loco, sistemate per tipologie di colore, dal bianco “speranza nordica” al nero “satan is here”, migliaia di giacche.

“Che taglio preferisce”?
“Coi capelli sono a posto, graz…AAH! La giacca? Che taglio? “ Il silenzio è assordante.
Ne indichi una a caso, “Quella.”
“Ah, il “fremito cremisi” le starà benissimo”


Fai per provarla, ti ferma: “Non tocchi”
Te la mette lui, e tu inizi ad apparire un diversamente abile agli occhi dei primi curiosi.
Vai in camerino per i pantaloni…equilibrismo in un quarto di metro quadro…esci, ti guardi allo specchio…sembri un signore della droga colombiano.
L’operazione è più complessa del previsto, con “l’incanto madreperla” sembri un predicatore dell’Ohio, con il “consapevolezza urbana” un rappresentante di aspirapolvere.
Decidi di andare sul classico…Satana è lì, ti da una mano.
Alla prova pantaloni, che necessitano dei ritocchi di rito, ti viene posta la domanda:

“Il fastidio dove lo porta”?
“Prego?”


Sguardo imbarazzato, una madre si dimentica il figlio immerso in uno scafandro artico in saldo per non perdersi il climax della mattinata.
“Ehm, da che lato porta lo..ehm, “ indica LI’ “lo scarto”?
A quel punto realizzi, è che il tuo subconscio non voleva crederci:

“Allora, 1 a me non da fastidio, 2 scarto sarà il suo!” Esiti, incerto “Comunque faccia lei”.
Contemporaneamente i pantaloni pre ritocco iniziano a calarti; fai per tenerli su,
“Non tocchi”.
Il posizionamento degli spillini fa si che l’uomo abbia praticamente le mani nei tuoi pantaloni, e non puoi neanche restituirgli il “Non tocchi”. Al terzo spillo nella chiappa finalmente i pantaloni stanno su.
Applausi generali.
Vai a pagare il vestito, alla cassa, la moglie del negoziante con occhi famelici, un notaio, una team di paramedici.

Dunque, per il vestito, la camicia, le modifiche fa in tutto ******** euro.”

Quando ti risvegli sei allungato nel centro del negozio, i paramedici con un’espressione sollevata in volto. Per alzarti ti appoggi ad un manichino,
“Non tocchi”.
Dandoti appuntamento per la prova scarpe al giorno successivo, il negoziante ti saluta.
A metà strada tra un beccamorto e i Blues Brothers te ne vai…e al matrimonio manca ancora un mese.



lunedì, luglio 10, 2006

La mia finale

Finale mondiale. Erano 12 anni. Dal pomeriggio l’atmosfera in casa è più tesa di quella dello stadio.
Piccoli gesti di quotidianità rischiano di finire nel sangue: mia sorella rovescia un bicchiere, mio padre la guarda, immobile. Respira una, due, tre volte, porta la mano verso il taschino..ed estrae un giallo. C’era.
Ore 20, formazione:
divano 1- mia madre, mia sorella
divano 2- io, mio padre
Sulla poltrona, pervaso dalla calma del leader, col numero 10, mio nonno.
Generi di prima necessità sul tavolino: panini assortiti, bevande multiple, defibrillatore, aerosol , il dottor Costa.
Fischio d’inizio: nessuno ha il coraggio di guardare, forza però, ci tocca.
Dopo i primi minuti di smarrimento, la nazionale casalinga inizia ad ingranare:
Mio padre: “Glielo mettiamo, glielo mettiamo!!”
Mia madre: “Noi da che parte dobbiamo segnare?”
Mio nonno, sempre col 10: “Chi mi da un goccio di vino”? è calmo, il leader.
Minuto 7, rigore per loro:
Mio padre “Si è buttato, bastardo!!”
Mia madre: “Ma tira nella nostra porta”?
Mia sorella non parla, è diffidata.
Parte Zidane, goal.
Mio nonno: “E’ finito il vino”
I fantasmi del passato affiorano, ma per poco: minuto 19, calcio d’angolo: batte Pirlo, testa di Tyson Materazzi, Bartez vammela a pijà.
Io invece di gridare sputo direttamente la corde vocali, la casa trema.
Mio padre “Gliel’abbiamo messo! Gliel’abbiamo messo!!”
Mia madre “Ma ha tirato nella loro porta”?
Mio nonno e il dottor Costa si abbracciano.
Secondo tempo, la Francia pressa, tensione ai vertici.
Un cellulare squilla, si accorge della cazzata. Per non rischiare il rosso diretto, si autofracassa al suolo. Vani i tentativi di salvarlo del dottor Costa.
Supplementari, cambia la formazione: mia sorella dal divano 1 al pavimento. Dobbiamo vincerla.
Il copione non cambia:
Mia madre “Ma adesso l’Italia qual è?”
Mio padre “Taci, donna!...che glielo mettiamo!”
Materazzi a terra in mezzo al campo:
Mio padre “RIGOREEE!!!” per quanto ne sapeva, poteva essere stato freddato da un cecchino.
Si rivedono le immagini, testata di Zidane:
Mia madre “Io annullerei il calcio”
Mio padre “:CENSORED:”
Mia sorella “:CENSORED:”..poi aggiunge “E ora dammi anche il rosso”
Il dottor Costa chiede perdono, perché non sanno quello che fanno.
Mio nonno “ Non si fa.”
Turbolenza arbitrale, rosso a Zidane!
Mi reinstallo le corde vocali e le risputo sul tavolino insieme ai polmoni, vicino all’aerosol .
Alla ripresa del gioco, il mio salotto è una babele di “superiorità numerica”, “difesa allargata”, “inserimenti dei centrocampisti”, “è il suo mondiale” ecc.
Ma ormai è tardi, se vittoria dev’essere, bisognerà giocarsela come nessuno sperava.
L’incubo dei rigori.
Tutti in piedi.
Mio nonno: “E’ finita?”
Pirlo, dentro.
Wiltord, dentro.
Materazzi, dentro.
Treseguet, TRAVERSA!!
Nessuno parla, solo un grido secco: mia sorella si è macchiata la maglia col melone.
De Rossi:
Mio padre “Spaccagli la faccia!”
Dentro.
Urla scomposte, il tavolino viene rovesciato, il dottor Costa intrappolato tra le macerie.
Abidal: dentro.
Mio nonno “Chi abbassa la zanzariera”?
Del Piero: vai alex…dentro. Ovvio. Lui beve Uliveto.
Sagnol:dentro
Grosso.
Mia sorella: “Chi”? Rosso. Giusto.
Sguardo appannato…non ho il coraggio…
Parte l’ultima baguette…dritta nel forno!

CAMPIONI DEL MONDO!!!!!!!

Delirio per questo primo mondiale da essere senziente, ci si adorna di bandieroni, l’Italia s’è desta.
Mio nonno: “mi sa che si è incastrata la zanzariera”..lui è già in Sud Africa.

sabato, luglio 08, 2006

Saturday night blue mood

Un altro sabato sera a casa, passato rimbalzando dal divano al pc, dal letto allo stereo. Dalle finestre si vedono le luci della città che non ha l’aria di divertirsi un granchè; ogni tanto il rumore di un’auto a testimoniare che qualcuno ci sta comunque provando. L’inizio dell’estate è accompagnato da un sottile strato di noia, sottile ma inamovibile, come la colla sul cd dopo che hai staccato il bollino siae, non te ne liberi più.
I soliti programmi estivi, forse quest’anno è meglio lasciarli dove sono, a prendere polvere per altri dodici mesi. Le amicizie stagionali, quelle che ti ricordi di avere da luglio a settembre, anche loro sono chiuse in una cartella sul desktop; a togliere il coperchio virtuale per dare una sbirciata a cosa c’è dentro rischi che la noia si trasformi in nostalgia…o tristezza.
Per non trasformare il weekend in un completo amarcord privato, almeno domani vediamo di vincere sto mondiale.


venerdì, luglio 07, 2006

Cose di casa

Tornando a casa di questi tempi è probabile avere voglia di farsi una doccia, una cosa normale e banalissima. Se la donna delle pulizie non ha appena riarredato il vostro bagno...entri e senza guardarti intorno (in fondo è il TUO bagno) ti infili nella cabina. Canticchiando svariate amenità compi il gesto automatico di prendere la spugna...non c'è. Cerchi il bagnoschiuma, trovi lo scopetto del cesso di cui non avevi notato la discreta presenza entrando. Che è successo? Ah già, la donna delle pulizie...la canzone che canti diventa "Fuckin' hostile"..rifletti un attimo, poi la drammaticità dei fatti: sei costretto alla sortita. Esci dal bagno bestemmiando coperto solo da un improvvisato tanga di carta igienica (gli asciugamani sono stati portati via dalla suddetta donna, il cui criterio d'ordine è comparso sotto forma di articolo su "Cose di casa". Argomento: vani portaoggetti, stile e utilità in soggiorno). Arrivi in soggiorno, semi nudo e bagnato e ti trovi face to face con le amiche di tua madre che non avevi sentito arrivare. Vagli per un istante la possibiltà dell'omicidio multiplo, poi opti per il dietro front. Torni in bagno, opzioni temperatura dell'acqua: a) inverno artico, b) la tua doccia in realtà è una delle sette porte dell'inferno.
Non demordi: lotti per un pò con il getto dell'acqua che ha intanto raggiunto le 10 atmosfere...allo stremo delle forze riesci a regolarlo e infine a chiuderlo. Ti asciughi con la federa che hai trovato al posto dell'accappatoio, ma non è finita; su "Cose di casa" non è scritto dove si debbano riporre con stile e utilità i phon. Ti rivesti, trovando la tua biancheria cinque cassetti più in là di dove te la ricordavi, e alla fine dell'operazione sei più sudato di prima. A quel punto decidi di ributtarti in ciabatte nella calca cittadina delle 7 di pomeriggio, destinazione edicola: chissà su "Cose di casa" dove avranno messo le mie scarpe.

Perchè no?

Era da un pò che ci pensavo, al blog. Per un motivo o per un altro però non mi ero mai deciso a crearne uno, ma si sa, per non studiare si è disposti a tutto: lavare la macchina, subirsi le telefonate della ex, anche a studiare altro; tipo come crearsi un blog. Poi, molto forrestgumpianamente ho pensato: "Ormai sono qui, tanto vale andare avanti". Così mi sono ricavato il mio piccolo paradiso da incubo...join it!