La mia finale
Finale mondiale. Erano 12 anni. Dal pomeriggio l’atmosfera in casa è più tesa di quella dello stadio.
Piccoli gesti di quotidianità rischiano di finire nel sangue: mia sorella rovescia un bicchiere, mio padre la guarda, immobile. Respira una, due, tre volte, porta la mano verso il taschino..ed estrae un giallo. C’era.
Ore 20, formazione:
divano 1- mia madre, mia sorella
divano 2- io, mio padre
Sulla poltrona, pervaso dalla calma del leader, col numero 10, mio nonno.
Generi di prima necessità sul tavolino: panini assortiti, bevande multiple, defibrillatore, aerosol , il dottor Costa.
Fischio d’inizio: nessuno ha il coraggio di guardare, forza però, ci tocca.
Dopo i primi minuti di smarrimento, la nazionale casalinga inizia ad ingranare:
Mio padre: “Glielo mettiamo, glielo mettiamo!!”
Mia madre: “Noi da che parte dobbiamo segnare?”
Mio nonno, sempre col 10: “Chi mi da un goccio di vino”? è calmo, il leader.
Minuto 7, rigore per loro:
Mio padre “Si è buttato, bastardo!!”
Mia madre: “Ma tira nella nostra porta”?
Mia sorella non parla, è diffidata.
Parte Zidane, goal.
Mio nonno: “E’ finito il vino”
I fantasmi del passato affiorano, ma per poco: minuto 19, calcio d’angolo: batte Pirlo, testa di Tyson Materazzi, Bartez vammela a pijà.
Io invece di gridare sputo direttamente la corde vocali, la casa trema.
Mio padre “Gliel’abbiamo messo! Gliel’abbiamo messo!!”
Mia madre “Ma ha tirato nella loro porta”?
Mio nonno e il dottor Costa si abbracciano.
Secondo tempo, la Francia pressa, tensione ai vertici.
Un cellulare squilla, si accorge della cazzata. Per non rischiare il rosso diretto, si autofracassa al suolo. Vani i tentativi di salvarlo del dottor Costa.
Supplementari, cambia la formazione: mia sorella dal divano 1 al pavimento. Dobbiamo vincerla.
Il copione non cambia:
Mia madre “Ma adesso l’Italia qual è?”
Mio padre “Taci, donna!...che glielo mettiamo!”
Materazzi a terra in mezzo al campo:
Mio padre “RIGOREEE!!!” per quanto ne sapeva, poteva essere stato freddato da un cecchino.
Si rivedono le immagini, testata di Zidane:
Mia madre “Io annullerei il calcio”
Mio padre “:CENSORED:”
Mia sorella “:CENSORED:”..poi aggiunge “E ora dammi anche il rosso”
Il dottor Costa chiede perdono, perché non sanno quello che fanno.
Mio nonno “ Non si fa.”
Turbolenza arbitrale, rosso a Zidane!
Mi reinstallo le corde vocali e le risputo sul tavolino insieme ai polmoni, vicino all’aerosol .
Alla ripresa del gioco, il mio salotto è una babele di “superiorità numerica”, “difesa allargata”, “inserimenti dei centrocampisti”, “è il suo mondiale” ecc.
Ma ormai è tardi, se vittoria dev’essere, bisognerà giocarsela come nessuno sperava.
L’incubo dei rigori.
Tutti in piedi.
Mio nonno: “E’ finita?”
Pirlo, dentro.
Wiltord, dentro.
Materazzi, dentro.
Treseguet, TRAVERSA!!
Nessuno parla, solo un grido secco: mia sorella si è macchiata la maglia col melone.
De Rossi:
Mio padre “Spaccagli la faccia!”
Dentro.
Urla scomposte, il tavolino viene rovesciato, il dottor Costa intrappolato tra le macerie.
Abidal: dentro.
Mio nonno “Chi abbassa la zanzariera”?
Del Piero: vai alex…dentro. Ovvio. Lui beve Uliveto.
Sagnol:dentro
Grosso.
Mia sorella: “Chi”? Rosso. Giusto.
Sguardo appannato…non ho il coraggio…
Parte l’ultima baguette…dritta nel forno!
CAMPIONI DEL MONDO!!!!!!!
Delirio per questo primo mondiale da essere senziente, ci si adorna di bandieroni, l’Italia s’è desta.
Mio nonno: “mi sa che si è incastrata la zanzariera”..lui è già in Sud Africa.


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