sabato, settembre 30, 2006

Tonight's music

"I know so well what is wrong
a language that is hard to speak
for all of us lies in death a song
in times when truth is turning weak"

Katatonia- In death, a song

giovedì, settembre 28, 2006

Segreteria studenti

Chiaramente, la coda è degna della A 14 a luglio.
Entrando, un cartello ammonisce altezzoso:

"Rivolgersi agli sportelli APERTI"

Università, mi mancherai.

lunedì, settembre 25, 2006

Friends will be friends

Giornata di pioggia, di quelle in cui il rumore delle gocce sul tetto copre il suono della radio in macchina, in cui la città sembra un pò più grigia ma paradossalmente più viva. Giornata di quelle da mettere su il thè, non perchè se ne abbia voglia, ma per il gusto di quel piccolo rituale, che acquista maggior significato se lo si compie guardando il lago incresparsi per il vento e diventare dello stesso anonimo colore del cielo.
E allora via con la mente all'altro giorno, una giornata passata con la mia amica F, la mia migliore amica. Era un sacco di tempo che non facevamo una giornata così, trascinandoci tra chiacchiere da bar (al bar) e discorsi un pò più seri, di quelli da fare solo con chi ti conosce e ti capisce davvero. Una giornata divertente, il pomeriggio a casa sua, buttati sul letto, lei a mettersi lo smalto, io a fare i test di "Cosmopolitan" prendendola in giro per queste letture impegnate, a ricordare i tempi della scuola, e a sfottere i vecchi compagni di cui, come succede sempre, non si hanno più notizie. Ma anche una giornata malinconica, che con l'ultimo sole si è portata via anche l'estate, che, nonostante tutto, è sempre triste dover salutare. Considerazioni anche facili, banali forse, ma sempre molto vere.
Ogni tanto penso che giornate così siano fondamentali, esattamente come le persone con cui le si trascorre. Fondamentali. Senza le quali saremmo veramente messi male.
E allora glielo dico anche qui,
"La Franci rocks, beyond forever ;-)"

martedì, settembre 19, 2006

What is it good for?


Questa è una di quelle giornate che non si sa se sono belle o brutte, una di quelle giornate in cui normalmente si passa il pomerggio a pianificare la serata devasto post esame, MA:

considerando che il tempo di preparazione di questo esame (il penultimo esame) si misura in minuti, considerando che un 20 di merda mi sputtana la media a -1 dalla fine, considerando che ormai dopo ogni interrogazione ho un "down" peggio che se mi fossi fatto di speed, considerando che oggi c'è il concerto dei Porcupine Tree a Milano, considerando che erano mesi che volevo andarci, considerando che l'emicrania a ora di pranzo non mi faceva quasi parlare, considerando gli eventuali 300 km in macchina, considerando che invece sono qui a scrivere, considerando il pacco clamoroso che ho dato a un amico per il suddetto concerto, beh, direi che no, oggi non ho proprio voglia di pianificare un cazzo...e tantomeno di festeggiare.

PS: e poi mi dispiace un casino anche per Steven Wilson, uno dei miei miti ;-)

giovedì, settembre 14, 2006

Ora sono cazzi miei

DRIIIN! DRIIIIIN!

Io:"Pronto?"
Amico di Uni: "Char, hanno messo l'annuncio, l'appello di letteratura a novembre non c'è."
Io: "Come non c'è? e io come mi laureo?"
AdU: "Boh, però senti sta entrando ora il prof e mag..."
Io: "Fermalo, arrivo."

Mi butto x le scale, arrivo in garage...non ci sono macchine. Padre, madre e sorella...ecchecazzo, una lasciatemela!!!!
E' il tuo momento, caro vecchio e immortale motorino, dimostrami quanto vali, una volta di più.
I soliti 10 km di sfiga, uno zig-zag tra le auto in coda ai limiti del codice penale...
Sfondo la porta dell'università con una casco-testata, la segretaria mi porge il portafoglio al grido di "Non sparare!!"
Continuando a correre urlo: " Sono io cazzooo! dov'è G?"

Aula 3
Il professor G, ora, è l'uomo da cui dipende la mia vita.
Io: "Professore, potrei parlarle un attimo?"
Professor G: "si accomodi, dica"
Io: "Si, dunque...ho letto l'annuncio relativo all'appello di novembre"
Prof G: "Attenzione, a novembre non farò appelli, quello di oggi è il quinto."
Io: "Ehm, ecco, io... avrei un problema...cioè, il suo è l'ultimo esame no? e non lo do oggi...e se non lo do oggi...non mi laureo."
Prof G: "Si ma io l'ho comunicato da tempo, doveva dare l'esame oggi"
Io: "Eh, lo so, ma sa, con l'estate di mezzo...poi devo dare un orale martedì e..."
Prof G: "E...?"
Io "Mi faccia dare l'esame a novembre, sennò la laurea mi scade a luglio prossimo"
Prof G alterato "Ma io non posso fare un appello solo per lei"
Io supplichevole "Proprio non può? nemmeno in ufficio quando vuole lei?"
Prof G "No."
Io: "E nemmeno in sede centrale?"
Prof G "No"
Io " E nemmeno con l'altra docente, la profesoressa A.?"
Prof G "No."
Io :" Ma professoreee..."
Prof G "E' davvero il suo ultimo esame?"
Io: "Si si, non le mentirei mai, è l'ultimo, l'ULTIMO!"
Prof G: "Mi faccia pensare......"

30 secondi...un minuto....non mi sento più le gambe....

Prof G: "vabbè, senta...venga a novembre, mentre registro i voti le farò fare uno scritto...e glielo correggo subito...però anche lei...allora a che serve il sito della facoltà se non lo leggete?"
Io. "Eh, ma sa...l'estate, l'altro esame..."
Prof G: "Vada"
Io: "Si."

Ora la domanda è: questo, a novembre, quanto mi si straincula?

Np: Deathstars- Cyanide

domenica, settembre 10, 2006

Wheels of steel masticando piano

Venerdì sera:
la voglia di uscire è pari a quella di asfaltare la A14 a ferragosto. Qual è il problema? Dvd, divano.. e chi sta meglio di me?
Mia mamma: “Char, tira via quella roba dal tavolo che viene la collega di (mio padre) a cena”
Io: “Noooo” fino agli infrasuoni, in un crescendo di sconforto.
La classica cena semi formale, di quelle da doppio bicchiere e discorsi di barche. Cazzo, meglio la A14.
Resisto bene dissimulando la noia, tra un cazzo e una randa (di barche, sia chiaro) inframezzati da sporadici "quando ti laurei?", fingendo di non sentire i flash politici della collega in questione, una che critica Sofri DA SINISTRA.
Scatta la conversazione “between sorbetto and dolce”, io inizio a non farcela più. Al racconto dell’ospizio di sua madre cerco di visualizzarmi nella mente Jenna Jameson con bikini stivali e manette in camera mia, ma è tutto vano, la vecchia prevale.
Dopo un altro paio d’ore di inferno la signora si accinge ad andare fuori dalle palle, MA:
“Senti, non è che mi accompagneresti fino al casello che non mi ricordo più la strada?”
Puoi morire adesso, per quel che mi importa”
In realtà ho detto “Ma certo, nessun problema, mi segua con la macchina”.
Tragitto casa-casello: 10 km…verso metà strada…BAM! seguito da rumore infernale…accosto, scendo, guardo, bestemmio. Non è ancora finita: posteriore destra bucata. Zona che più industriale non si può. Avvolto dall’oscurità di Mordor passo la successiva mezz’ora a cambiare la gomma.
Finita l’operazione, sudato come Rocco a fine giornata, ma nel mio caso senza Jenna, sporco di grasso ovunque, accompagno la signora all’agognato casello.
Tornando penso che in effetti quel lavoro da stradino dovevo accettarlo.

lunedì, settembre 04, 2006

Believe

Ogni tanto la vita è simile ad un prete che ti parla di Dio: non ti chiede di capirlo, ti chiede di crederci.
E facciamo st'atto di fede...