sabato, febbraio 10, 2007

Via ****** 26

Secondo trasloco in 10 mesi. No, non mi sono suicidato. Non ancora, almeno.
Questa volta il trasloco ha il sapore della sfida: da circa una settimana quell'ultimo piano al centro di Torino si chiama casa. Casa MIA.
Mia e del mio amico (nonchè neo coinqilino) A. Cazzo lo dicevamo da mesi, e ora eccoci qui. Abbiamo passato le prime cinque ore di convivenza a ridere come dei perfetti idioti, poi ci siamo fatti da mangiare.
Il bilancio:
cucina semi allagata, mano sinistra di A ustionata e cena saltata. E uno. Vabbè, è la prima sera, può capitare.
Giorno 1:
A con 39.6 di febbre, paragonato a lui, un cadavere sprizza gioia di vivere. Bene. Rapida occhiata in giro alla ricerca di medicine. Troviamo una pillola in un blister senza scritte.

A "Che cos'è?"
Io "Boh"
A "La prendo?"
Io "Boh"
A "E se poi mi fa male?"
Io "Peggio di come stai non credo sia possibile, che hai da perdere?"
A "La prendo"

Attendiamo gli effetti nel più assoluto silenzio, il terrore dipinto in volto.
Passa qualche minuto.

A "Oddio"
Io "Che è?"
A "Sto sudando"
Io "Magari ti sta scendendo la febbre"
A "Magari un effetto collaterale, cazzo lo sapevo che non dovevo prenderla!"
Io "Aspetta, ho trovato la scatola"
A "Oddio, magari non era neanche una medicina, magari era un diserbante, veleno per topi, canfora... che cosa c'è scritto?"
Io "Aspirina"

Aggiungete che le lampadine di casa hanno deciso di fulminarsi all'unisono e avete il quadro delle prime ventiquattr'ore di vita adulta.
E non abbiamo ancora dato nemmeno una festa, Allora si che saranno cazzi...