Gli anni in doppia cassa
Arriva per tutti prima o poi il momento di cambiare; il momento di voltare pagina, di tagliare i ponti con quello che si è stati. Di diventare adulti direbbe qualcuno...
Non so.
Paradigmatica a questo proposito è stata una conversazione pomeridiana col coinquilino, in cui, parlando dell'anno di incognite ed incertezze che ci aspetta, si è finiti col ricordare come eravamo una decina d'anni fa, da adolescenti. Si sa, l'adolescenza è un periodo controverso nella vita di ognuno, caratterizzato da convinzioni radicate e passioni travolgenti. In quegli anni, per noi, la passione si chiamava heavy metal. Ricordavamo i tempi in cui esisteva un solo argomento di conversazione (le ragazze non erano ancora entrate di prepotenza nelle nostre vite), le giornate passate a leggere quelle rivistacce di settore che per noi erano il vangelo, i mesi di attesa per un qualche concerto, e le lotte coi genitori per ottenere il permesso di andarci. Le collezioni di dischi crescevano, e con loro i capelli in testa. A scuola ci si andava vestiti rigorosamente con le magliette dei gruppi, sempre e comunque. Si rispondeva infervorandosi agli sfottò di qualche insegnante, o con i vaffanculi diretti ai rapper, i nemici.
Si è iniziato a studiare uno strumento, batteria entrambi, e nel mio caso la modalità "pure io" è scattata ascoltando i potentissimi beats di Vinne Paul su "Official live-101 proof", mastodontico disco dal vivo dei Pantera, anno di grazia 1997. Heavy Metal + batteria = doppia cassa..il massimo per un quindicenne! Sono arrivati anche i primi gruppi, in cui ci si ritrovava a suonare con ragazzi più grandi, che ti portavano quintali di dischi da ascoltare, e tu scoprivi gruppi sempre nuovi che facevano salire la tua passione fino alle stelle.
Ricordavamo gli ultimi giorni di ogni anno scolastico, in cui in classe quasi non ci si metteva più piede perchè era la settimana del Gods of Metal, festival a cui si DOVEVA partecipare e che era motivo e fulcro di conversazione per circa 10 dei 12 mesi dell'anno.
Ma poi.
Ma poi qualcosa scatta, una molla si rompe e il meccanismo metallico smette di funzionare. Cosa l'abbia rotta non è dato sapere; l'allargarsi dei gusti musicali, l'evoluzione della persona, la scoperta del sesso, la gente che si conosce vivendo...tutte cose sacrosante, ma non è solo quello.
Arriva la fine della scuola, l'università, qualche ragazza in più per le mani, il tuo insegnante di batteria che ti fa studiare il jazz, e piano piano ti accorgi che non sei più quello che eri solo un anno o due prima...l'abbigliamento smette di essere total black, compaiono anche capi senza la scritta Iron Maiden sopra, la collezione di dischi si apre ad altri generi, e i capelli tornano corti.
A quel punto, senza saperlo, sei un altro. O, semplicemente, sei più grande. Non hai più bisogno di mostrare al mondo cosa ascolti, hai staccato tutti i poster dalle pareti di camera tua, e ora pensi anche che tatuarsi addosso la copertina di "Nightfall in middle earth" dei Blind Guardian non era poi questa grande idea. Non compri più le rivistacce, non parli per mesi del GOM, non ti interessa più farlo. O forse, non te lo puoi più permettere.
Ora l'università è finita, è il tempo del lavoro, delle incertezze e delle responsabilità. Il tempo di barattare i tuoi sogni con uno stipendio. Il tempo di accorgerti che stai diventando quello che dicevi di odiare.
E' il tempo di ricordarsi e di rimpiangere con un sorriso gli anni in doppia cassa...e la loro involontaria comicità.
Np Nightwish - Oceanborn
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