domenica, settembre 23, 2007

Gli anni in doppia cassa

Arriva per tutti prima o poi il momento di cambiare; il momento di voltare pagina, di tagliare i ponti con quello che si è stati. Di diventare adulti direbbe qualcuno...
Non so.
Paradigmatica a questo proposito è stata una conversazione pomeridiana col coinquilino, in cui, parlando dell'anno di incognite ed incertezze che ci aspetta, si è finiti col ricordare come eravamo una decina d'anni fa, da adolescenti. Si sa, l'adolescenza è un periodo controverso nella vita di ognuno, caratterizzato da convinzioni radicate e passioni travolgenti. In quegli anni, per noi, la passione si chiamava heavy metal. Ricordavamo i tempi in cui esisteva un solo argomento di conversazione (le ragazze non erano ancora entrate di prepotenza nelle nostre vite), le giornate passate a leggere quelle rivistacce di settore che per noi erano il vangelo, i mesi di attesa per un qualche concerto, e le lotte coi genitori per ottenere il permesso di andarci. Le collezioni di dischi crescevano, e con loro i capelli in testa. A scuola ci si andava vestiti rigorosamente con le magliette dei gruppi, sempre e comunque. Si rispondeva infervorandosi agli sfottò di qualche insegnante, o con i vaffanculi diretti ai rapper, i nemici.
Si è iniziato a studiare uno strumento, batteria entrambi, e nel mio caso la modalità "pure io" è scattata ascoltando i potentissimi beats di Vinne Paul su "Official live-101 proof", mastodontico disco dal vivo dei Pantera, anno di grazia 1997. Heavy Metal + batteria = doppia cassa..il massimo per un quindicenne! Sono arrivati anche i primi gruppi, in cui ci si ritrovava a suonare con ragazzi più grandi, che ti portavano quintali di dischi da ascoltare, e tu scoprivi gruppi sempre nuovi che facevano salire la tua passione fino alle stelle.
Ricordavamo gli ultimi giorni di ogni anno scolastico, in cui in classe quasi non ci si metteva più piede perchè era la settimana del Gods of Metal, festival a cui si DOVEVA partecipare e che era motivo e fulcro di conversazione per circa 10 dei 12 mesi dell'anno.
Ma poi.
Ma poi qualcosa scatta, una molla si rompe e il meccanismo metallico smette di funzionare. Cosa l'abbia rotta non è dato sapere; l'allargarsi dei gusti musicali, l'evoluzione della persona, la scoperta del sesso, la gente che si conosce vivendo...tutte cose sacrosante, ma non è solo quello.
Arriva la fine della scuola, l'università, qualche ragazza in più per le mani, il tuo insegnante di batteria che ti fa studiare il jazz, e piano piano ti accorgi che non sei più quello che eri solo un anno o due prima...l'abbigliamento smette di essere total black, compaiono anche capi senza la scritta Iron Maiden sopra, la collezione di dischi si apre ad altri generi, e i capelli tornano corti.
A quel punto, senza saperlo, sei un altro. O, semplicemente, sei più grande. Non hai più bisogno di mostrare al mondo cosa ascolti, hai staccato tutti i poster dalle pareti di camera tua, e ora pensi anche che tatuarsi addosso la copertina di "Nightfall in middle earth" dei Blind Guardian non era poi questa grande idea. Non compri più le rivistacce, non parli per mesi del GOM, non ti interessa più farlo. O forse, non te lo puoi più permettere.
Ora l'università è finita, è il tempo del lavoro, delle incertezze e delle responsabilità. Il tempo di barattare i tuoi sogni con uno stipendio. Il tempo di accorgerti che stai diventando quello che dicevi di odiare.
E' il tempo di ricordarsi e di rimpiangere con un sorriso gli anni in doppia cassa...e la loro involontaria comicità.

Np Nightwish - Oceanborn

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domenica, settembre 16, 2007

I postumi capitali

Arsura.
Vomitella.
Emicrania.
Lividi e tagli.
Gastrite.
Crampi.
Pazzia temporanea.
Perdita di memoria.
Caos intestinale.
Formicolio al viso.
Assenza di voce causa urla.
Povertà.


Due in una settimana....finiamola.





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martedì, settembre 04, 2007

That's rock!

Il rock. Che gran cosa. Voglio dire, se uno ci crede un pò. Se uno ci crede abbastanza per entusiasmarsi ad una trasferta nel nome della distorsione.


E così, alla fine dell'estate, ci si ritrova a vivere una di quella giornate da raccontare.


Accompagnato dai fidi compagni di mille concerti, il coinquilino e il Bomber, finalmente capisci davvero cos'è il rock.


Il rock non è solo lo show epocale dei TOOL, la migliore band di questo pianeta, capace di farti mettere le mani nei capelli per la facilità con cui propone pezzi che gli umani possono a stento sognare, la band capace di farti venire i brividi con la psichedelia e la malattia delle immagini proiettate sui megaschermi, la band in grado di farti scendere una lacrima per l'intensità e il significato di quelle canzoni che sempre di più sono la colonna sonora della tua vita.


Il rock non sono solo i Nine Inch Nails che fanno uscire la tua anima tamarra e trasformano tre ragazzi in fomentatori di folle, facendoli ballare come dei forsennati, prima da soli, poi raggiunti da due dei presenti..poi quattro, poi sei e così via, finchè non ci si ritrova al centro di un cerchio adibito a pista, con decine di persone che nonostante Trent e soci ci stiano dando dentro come matti, uno sguardo divertito lo buttano anche a te.


Il rock è accorgersi alle 7.05 che il treno parte alle 7.15, non alle 8


Il rock è correre quasi con le braghe in mano per prenderlo, quel treno


Il rock è arrivare a Bologna e farsi fregare 8 euro per tre caffè


Il rock è "Acqua?"


"Solo questa"


"Sicuro?"


"Certo"


"Devo perquisirti?"


"Se vuole"


"Uhm...vabbè vai"


e bersi le altre tre bottiglie perchè un bluff del genere ti secca la gola.


Il rock è conoscere un sacco di ragazzi che hanno la tua stessa passione, e che come te hanno viaggiato, fatto km, preso e perso treni, nascosto tappi e quant'altro per vedere la loro band preferita.


Il rock è fare gli splendidi con le ragazze, e scoprirsi anche bravini a catalizzare l'attenzione.


Il rock è stare pressati come sardine sotto a un palco, perchè "Ragazzi, DAVANTI!!!"


Il rock è uscire dal concerto e fare km a piedi con le gambe che ormai vanno da sole, perchè tu non sei più in grado di muoverle.


Il rock è mangiare una pizza sintetica, fatta da un pizzaiolo russo che vuole pure attaccare rissa.


Il rock è conoscere una ragazza bellissima alle 2 di notte, ed essere invitati a casa sua per un caffè in attesa del treno, se vogliamo in modo molto hippie. Eppure quel caffè è stato importante, e andando via ti sembra di non averla ringraziata abbastanza.


Il rock è salutare un amico alle 3 di notte in una stazione sovraffollata.


Il rock è tornare a casa buttato sul pavimento del corridoio di un espresso notturno, al limite delle forze, sporco, sudato, senza voce, con 150 euro in meno nel portafoglio ma con un sorriso soddisfatto stampato in faccia.


Il rock è tutto questo, e forse non solo...





Oggi più che mai...


SPIRAL OUT - KEEP GOING