sabato, novembre 03, 2007

I veri morti

In realtà non ho niente da dire, è solo che mi andava di scrivere due righe.
Questi weekend lunghi li odio, da sempre. Servono solo ad evidenziare il niente che aleggia sulla mia vita durante tutto il resto dell'anno, a darmi ancora più tempo per pensare di quanto non ne abbia normalmente, e a farmi sentire sempre più fuori luogo. D'altra parte io e le occasioni del "facciamo perchè è..." non siamo mai andati d'accordo.
E il problema non sarebbe neanche quello di fare qualcosa a tutti i costi, ma le persone con cui farlo. Perchè tolte le sempre più rare e vitali eccezioni, sotto sotto il nodo della questione è quello: la gente. Più passa il tempo e più mi accorgo che molte amicizie/conoscenze/frequentazioni del passato sono giunte alla loro morte naturale, si sono spente e consumate come una candela, hanno esaurito la loro carica, come le batterie di un giocattolo che non è più divertente usare. E questo succede semplicemente perchè così è se ci pare, senza un motivo scatenante, ma in occasioni e contesti in cui all'incuria e al tempo viene lasciato campo libero. Si, non ho più voglia di coltivare le amicizie di cortesia, non ho più voglia di vedere gente con cui non ho più (e forse non ho mai avuto) niente in comune. Preferisco curare un giardino più piccolo in cui, tolte tutte le erbacce, sono rimasti pochissimi, splendidi fiori.
Disagio forte, non c'è dubbio, che emerge prepotente proprio in questi periodi grigi, vuoti e tristi. Lo senti che è lì, ma non si manifesta mai fino in fondo, lo percepisci ma non riesci ad afferrarlo e gettarlo lontano. Ed è a questo punto che inizi ad invidiare le gente cosiddetta normale: loro non lo vedono il disagio, non ci pensano...o l'hanno accettato. L'hanno accettato accontentandosi del loro niente, del loro non pensare, del loro non essere. Sono stati sconfitti. Tu ti riprometti non finire come loro, ma non riesci a non pensare che forse forse a loro è andata meglio che a te.

6 Comments:

Blogger Jager_Master said...

Mi dispiace, vale, anche perchè mi sento un pò parte di questo (ma non so se era rivolto anche al mio caso. Comunque, sticazzi, mi è venuto da commentare).

Forse anche fra me, te e fabio la candela si è lenta lenta spenta, e questo non è un bene. O perlomeno spiace, ecco. A me pare azzeccato al nostro caso.
E il fatto dell’università che finisce non regge, nel senso che se potevamo coltivare, avremmo già coltivato. Mi ci hai fatto pensare, sono sincero. E in effetti, a tornare indietro col pensiero, non siamo mai andati molto oltre le frequentazioni intrecciate allo studio, e qualche serata extra; non abbiamo mai sfociato in cose più profonde, aspetti (forse) più importanti che non fossero i soliti argomenti di cui abbiamo sempre parlato. Ma forse era destino.
Più che il “si è spento”, secondo me, bisogna parlare di un “non si è mai acceso”.
Abbiamo sempre avuto giri diversi, amicizie diverse, anche interessi diversi, e poi alla fine questo conta.
Non che sia un problema, è legittimo per tutti. E non è mica detto che si debba sempre creare l’amicizia della vita. Come tu hai la fortuna di avere amici da tempo, e alcuni riscoperti e apprezzati meglio nell’ultimo tempo, anche io (parlo per me, fabio ha la sua vita) ho scelto strade diverse, di amicizie più vecchie e forse di valori più vicini a me.
Non so, forse è giusto così, non lo vedo catastrofico dal mio punto di vista.
Nel senso che nella vita ci sono anche queste amicizie, come la nostra, meno profonde, ma che vanno anche bene per una serata o per momenti così...senza troppe pretese.
Io forse la penso diversa da te, nel senso che se non è un problema una cena ogni tanto, a me fa piacere se ci vediamo, anche se poi per un pò di tempo non ci sentiamo, o non passiamo molto tempo assieme.
E non mi fa tristezza, nel senso che sono tanti gli amici che incontro ogni tanto, e coi quali nel tempo si è modificato il rapporto; credo sia un fattore di vita normale, se ci si intende, ci si capisce e se ci si rispetta sempre.
Oltre ai bianchi e ai neri, ci sono anche molte tonalità di grigio (almeno è il mio punto di vista).

Non saremo mai confidenti, immagino, o amici per la pelle, parliamoci chiaro. Non lo sono quasi con nessuno, in verità, ma penso che bei momenti li abbiamo passati e potremo ancora passarne.
Se ti va una tonalità di grigio, io ci sto ben volentieri. Altrimenti io rispetto tutti i punti di vista, e le scelte di vita degli altri, davvero.

Mi spiace se non sei ok con l’umore, sono sincero.

(scritto di getto. Non so se si intende, comunque no polemiche, no rancori: spero si sia capito, era un pensiero sincero).

6:07 PM  
Blogger daysleeper said...

Io non mi sono sentito tirato in causa...forse tutto dipende dalla concezione "frequentazionistica"(passatemi il termine)dell'amicizia che ognuno ha.

Per dirla in soldoni,i miei PIU'CARI amici li vedo 2-3 volte alla settimana e non li sento comunque tutti i giorni.

E comunque,voi due siete ben di più che due semplici conoscenti(abbiamo condiviso l'università,tante cazzate..scusate se è poco).
I semplici "conoscenti" son ben altri..;-)

Insomma,take it easy e alla prossima serata o alla prossima conversazione malata su msn.:-)

Poi magari Vale è possibile che non abbia capito pienamente il senso del tuo messaggio...

12:52 AM  
Blogger character said...

Trovo sempre difficile categorizzare e classificare le amicizie; non era mia intenzione fare classifiche di chi è più amico di chi...non era neanche un post rivolto a qualcuno in particolare.
Non ci vediamo più, è vero, ma il "quanto" non è un fattore determinante: sapete bene chi è il mio migliore amico, e sapete bene quanto lo vedo. Forse ha ragione Fra, non c'è stata l'intenzione...ragionando retrospettivamente però mi viene da pensare che io le mie amicizie ho sempre provato a condividerle, ho sempre cercato di unire la gente, di rendere gli altri parte del mio mondo.
E' che, parlando in generale, molte volte non vedo lo stesso sforzo e la stessa volontà dall'altra parte...forse perchè non ci sono. E' lo "sticazzi" che fa male Fra, proprio quello. Come direbbero Trinità e Bambino: "Tu che fai, non coltivi?" :-)
Non è catastrofico, dipende sempre da quanto ci investi in una cosa...e forse sono sempre io che mi aspetto più di quello che dovrei, dalle cose, dalle persone, dalla vita in generale. Ho problemi ad accettare la "normalità", forse anche dal punto di vista delle amicizie...mi rendo conto che questa cosa può sembrare una delle mie tante paranoie, ma non riesco più ad ignorarla, non posso più farlo.

La volete sapere la cosa ironica?
A natale si farà una cena universitaria, non so se siete stati informati; io non verrò ovviamente, ma questa cosa credo sia indicativa di quello che volevo spiegare nel post...

Cmq, senza problemi verso di voi guys,davvero.

1:28 AM  
Blogger Jager_Master said...

capisco, davvero, vale.
E nemmeno io farò nessuna cena universitaria, ma nemmeno mi spiace più di tanto, perchè ho accettato la cosa, per quanto sia triste.

Credo bisogna crearsi uno schermo per tutto, e saper accettare il fatto che alcune cose non possono essere. Punto.

Io ho 2-3 "gruppi" di amici. E (forse sbagliando, forse no) ho deciso di non unire niente e nessuno.
Ogni persona, ogni insieme di persone, ha e hanno un pregresso particolare, qualcosa di specifico ed unico che gli unisce (e questo vale anche per noi 3) che il resto della gente non ha.
In passato ho provato una specie di mix, cercando di farle conoscere...e non mi sono piaciuti i risultati.

Mi sono reso conto che per diversi motivi (almeno questo è ciò ciò
che penso io) molto di tutto questo non possa funzionare.
Sbaglierò.
Sarò egoista.
Non so.
Ma questa è la mia scelta, ed ho scoperto comunque che fanno tutti parte (chi più chi meno) del mio mondo.
E ho ricevuto tanto da tutti.
E questo mi basta.

L'unica è che forse in alcuni casi non riesco sempre a ridare indietro tutto anche io. E di questo chiedo scusa.
Ma non è cattiveria, o creare scale di valori o di amicizie.

Sono solo mondo diversi che non vogio unire. Punto.
Mi spiace, in questo caso non coltivo.

Ma per voi 2 non credo di cadere nell'amicizia di cortesia. Almeno questo è quello che provo sinceramente. Spero di non dare l'immagine opposta, davvero.

Saranno anche da parte mia paranoie...ma come vedete abbiamo idee diverse su questi punti. Il fatto, penso, stia nell'accettarle, anche se non le condividiamo.

9:13 AM  
Blogger character said...

Esatto, gli schermi...dietro ai quali ci ritroviamo a vivere sempre di più. Ma non ti posso biasimare, sotto sotto fai bene a fare così.

11:08 AM  
Blogger daysleeper said...

Io andrò alla cena.

Entrerò nella pizzeria e mi rivolgerò ad ognuno dei presenti.."Tu sei uno stronzo" "Tu pure" "A te invece...le cappellate!".

Poi come se niente fosse,prenderò la macchina e tornerò a casa.

11:48 AM  

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