domenica, settembre 10, 2006

Wheels of steel masticando piano

Venerdì sera:
la voglia di uscire è pari a quella di asfaltare la A14 a ferragosto. Qual è il problema? Dvd, divano.. e chi sta meglio di me?
Mia mamma: “Char, tira via quella roba dal tavolo che viene la collega di (mio padre) a cena”
Io: “Noooo” fino agli infrasuoni, in un crescendo di sconforto.
La classica cena semi formale, di quelle da doppio bicchiere e discorsi di barche. Cazzo, meglio la A14.
Resisto bene dissimulando la noia, tra un cazzo e una randa (di barche, sia chiaro) inframezzati da sporadici "quando ti laurei?", fingendo di non sentire i flash politici della collega in questione, una che critica Sofri DA SINISTRA.
Scatta la conversazione “between sorbetto and dolce”, io inizio a non farcela più. Al racconto dell’ospizio di sua madre cerco di visualizzarmi nella mente Jenna Jameson con bikini stivali e manette in camera mia, ma è tutto vano, la vecchia prevale.
Dopo un altro paio d’ore di inferno la signora si accinge ad andare fuori dalle palle, MA:
“Senti, non è che mi accompagneresti fino al casello che non mi ricordo più la strada?”
Puoi morire adesso, per quel che mi importa”
In realtà ho detto “Ma certo, nessun problema, mi segua con la macchina”.
Tragitto casa-casello: 10 km…verso metà strada…BAM! seguito da rumore infernale…accosto, scendo, guardo, bestemmio. Non è ancora finita: posteriore destra bucata. Zona che più industriale non si può. Avvolto dall’oscurità di Mordor passo la successiva mezz’ora a cambiare la gomma.
Finita l’operazione, sudato come Rocco a fine giornata, ma nel mio caso senza Jenna, sporco di grasso ovunque, accompagno la signora all’agognato casello.
Tornando penso che in effetti quel lavoro da stradino dovevo accettarlo.